C'era una volta una pietra, poi due...quattro, cinque, diecimila...centomila. Pietre di centinaia e centinaia di anni fa, anzi mille! Qualcuno, il conte Balugola, decise di metterle insieme, una sull' altra... e fu cosí che nacque un castello. Era il tempo delle crociate, della vita e della morte. Da allora il sole e sorto migliaia di volte e cosí la luna in quel posto incantato del Frignano, vicino Modena, non lontano da Reggio Emilia. E vennero le piogge, i tuoni, e i lampi. Gli alberi, allora piccoli e teneri arbusti, crebbero poderosi e fieri. Il tempo avanzava impetuoso come un fiume in piena ed i secoli trascorrevano inarrestabili. Quelle pietre legate tra esse da amore e strani intrugli di calce e sabbia, sembravano non curarsi di ciò. I viandanti passavano, qualcuno si fermava, altri non si accorgevano di quel che avevano davanti. Già, per vedere non basta guardare, ma anche sentire.

E fu cosí che Luciano Venturelli, avvertí che con la sua musica qualcosa doveva mutare: e allora via con i canti...ma c'è musica soave senza buon cibo? Sua moglie, Lidia Fontana, lo seguí e la sorella di lei anche. ...Chiara e Raffaello, due dei loro tre figli, oggi ricevono gli ospiti al Ristorante Balugola. Chiara e sua madre sono in cucina alla ricerca costante di ricette vere, genuine. Raffaello intrattiene gli ospiti con la sua innata discrezione. Chiara si vede poco, ma si sente, si avverte la sua presenza. Le pietanze non sono mai banali. Sanno bene quanto sia difficile essere semplici. Raffaello parla poco, ma i suoi occhi sono svegli. E come ciascuno di Noi ha bisogno della parola magica per mettere in moto la sua curiosità: i motori, le auto. D' altronde non potrebbe essere altrimenti, visto che si è a pochi passi da Maranello. Forse anche per questo Jean Todt, definito a giusta ragione "lo stratega", il Napoleone della Formula 1, si rifugia spesso in questa oasi culinaria...e Raffaello impazziva.

La voce di questa cucina genuina e vera corse oltre le Alpi, fino in Francia. Ed il famoso Le Figaro espresse parole lusinghiere su questo "posto incantato". E ancora ospiti di prestigio, ma la discrezione è d' obbligo e Chiara e Raffaello ne parlano malvolentieri. In quello che oggi è un pò castello ed un pò sogno, non può non esserci il fantasma che primeggia, anche quando non c'è: Lui, il padre, Luciano Venturelli. "E' come una gazza, non v'è luce che non rincorra", narra di lui, suo figlio Raffaello. Adesso Luciano è in Messico, forse a rincorrere l' ennesimo sogno. Dietro un tramonto o qualche musica che gli doni un' altra ispirazione. Forse è il luogo, forse è la terra...ma è cosí che nascono le leggende. E allora è giusto provare a viverle, a visitare questo luogo che qualcuno chiama Ristorante Balugola, ma che in verità è solo un posto per sognare, per tornare ad amare.
Come una volta, già...c' era una volta.

Bartolo Fontana